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 Rapporto Osservasalute 2015: cala la speranza di vita

Rapporto Osservasalute 2015: cala la speranza di vita
03-05-2016

Si intravede qualche timido miglioramento negli stili di vita degli italiani, che fumano meno e sono meno sedentari. Ma nel complesso siamo poco attenti alla nostra salute e non adottiamo strategie preventive e stili di vita adeguati a proteggerci dalle malattie evitabili. Non migliorano altre cattive abitudini come lo scarso consumo di frutta e verdura e la popolazione presenta sempre significativi tassi di obesità. L’invecchiamento del Paese continua e scende per la prima volta l’aspettativa di vita subisce una battuta d’arresto.Si continua a registrare una pericolosa carenza di investimenti in strategie preventive in tema di salute pubblica.

È questa in estrema sintesi la situazione che emerge dalla tredicesima edizione del Rapporto Osservasalute (2015), un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata a Roma all'Università Cattolica. Pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l'Università Cattolica di Roma, è coordinato daWalter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, e daAlessandro Solipaca, segretario scientifico dell’Osservatorio.

Tra glielementi positivisi registra per il 2014 un calo dei fumatori di sigarette rispetto all’anno precedente. Cala anche il numero medio di sigarette fumate al giorno (per quest’ultimo si registra un trend di diminuzione continuo dal 2001); nonché la prevalenza di consumatori di alcolici (63,9% vs 63,0%), mentre si registra un contemporaneo aumento della percentuale di non-consumatori (34,9% vs 35,6%).

Aumentano gli sportivi: la percentuale di quanti praticano attività sportiva in modo continuativo passa dal 19,1% nel 2001 al 23% nel 2014. Cala la sedentarietà: nel 2014 i sedentari sono circa 23 milioni e 500 mila, pari al 40% degli italiani. Nel 2013 erano 24 milioni e 300 mila, pari al 41,2%.

Tali aspetti non devono, comunque, far abbassare la guardia sulla diffusione di interventi mirati alla prevenzione di comportamenti a rischio. Nella disamina degli stili di vita emergono, di contro, un decremento del consumo di 5 porzioni e più al giorno di Verdura, Ortaggi e Frutta (nel periodo 2005-2014 si passa dal 5,3% della popolazione al 4,9%).

Inoltre gli italiani sono sempre più grassi - nel periodo 2001-2014, è aumentata la percentuale delle persone in sovrappeso (33,9% vs 36,2%), ma soprattutto è aumentata la quota degli obesi (8,5% vs 10,2%).

Sul fronte della prevenzione, inoltre, si nota la scarsa attenzione degli italiani alle vaccinazioni. Se nel 2013, per quelle obbligatorie (Tetano, Poliomielite, Difterite ed Epatite B) si registrava il raggiungimento dell’obiettivo minimo stabilito nel vigente Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (Pnpv) - in accordo con le raccomandazioni dell’Oms - pari ad almeno il 95% di copertura entro i 2 anni di età, nel periodo 2013-2014 si registrano valori di copertura al di sotto dell’obiettivo minimo stabilito, pur rimanendo comunque al di sopra del 94%.

link all'articolo completo dell'Università Cattolica
www.cattolicanews.it/osservasalute-prevenzione-cenerentola