REGIONALE PUGLIA
ASSOCIAZIONE ITALIANI
VOLONTARI SANGUE

 Lettera aperta al Presidente della Regione Puglia

Lettera aperta al Presidente della Regione Puglia
25-07-2016

 

 

C.I.V.I.S.

COORDINAMENTO INTERASSOCIATIVO

VOLONTARI ITALIANI SANGUE

REGIONE PUGLIA

___________

 

Al Sig. Presidente della Regione

E pc

Al Sig. Assessore al Welfare

Al Sig. Coordinatore SRC

Al Sig. Capo Dipartimento Promozione della Salute,

del benessere sociale e dello sport per tutti

Al Sig. Dirigente di sezione

Al Sig. Direttore CNS

Ai Sig.ri Rappresentanti Associazioni/Federazioni nel CNS

 

Egregio sig. Presidente

Le vicende che hanno interessato il “sistema sangue” negli ultimi giorni nella nostra Regione meritano, crediamo, una disamina serena, ma molto ferma, della situazione volta, da un lato, a non fare alcuna rimozione su quanto accaduto e, dall’altro, a pensare in maniera positiva e propositiva ad un futuro prossimo non più differibile.

La vicenda della Asl Bat, su cui torneremo in seguito, ha mostrato in maniera inequivocabile l’altissimo senso di responsabilità delle Associazioni/Federazioni.  A fronte di oltre cento donatori richiamati per effettuare controlli in merito a donazioni effettuate nel periodo 2013/2016 di dubbia interpretazione con refertazioni ricevute negative, non una dichiarazione pubblica da parte dei dirigenti regionali delle Associazioni/Federazioni di donatori di sangue, nessuno spazio ad interviste o quant’altro.

Questo a dimostrazione evidente che il buon funzionamento del sistema sta a cuore a tutti ma in maniera particolare alle Associazioni/Federazioni che tanto fanno per la diffusione della cultura della donazione inserita in un discorso più ampio di prevenzione e di tutela del controllo dello stato di salute del cittadino donatore a vantaggio del malato ricevente.

Un’altra considerazione ci corre l’obbligo di rappresentarLe e cioè che tutto ciò di cui discuteremo non attiene ad atti del Suo Governo Regionale escludendo soltanto l’approvazione delibera 143 del 23/02/2016.

Questo vuol dire che il Suo cammino è all’inizio e ci sembra opportuno confrontarci sulle linee di fondo che lo guideranno.

In questi anni, dalla legge quadro regionale n°24 del 3 agosto 2006, il sistema pugliese è cresciuto tantissimo sia in termini quantitativi che qualitativi toccando però, a nostro giudizio, il punto più alto della sua crescita. Senza spinte innovative in termini di organizzazione il sistema inevitabilmente, non potendo più crescere, è destinato ad involvere.

Il punto di arresto del processo di crescita, per noi esponenti del volontariato, è facilmente individuabile e coincide con il 20 febbraio 2012 giorno in cui la Regione Puglia recepì, senza poi attuarlo, l’accordo Stato Regioni del 13 ottobre 2011 istitutivo della SRC.

Noi Associazioni/Federazioni pensavamo di aver raggiunto un obiettivo strategico. Finalmente il legislatore definiva la governance del sistema sangue, gli affidava compiti ben definiti cui i governi regionali avrebbero potuto, e possono, aggiungerne di altri.

Sin da quell’epoca sono state innumerevoli, e documentabili, le sollecitazioni, le richieste di incontro, le civili proteste, le promesse ricevute da vari esponenti politici senza alcun risultato pratico.

Tale situazione di empasse fu ben registrata dal Coordinatore del Crat in data 19 aprile 2012 con una interessante relazione indirizzata all’Assessore alla salute dell’epoca dr. Attolini dal titolo “Sistema trasfusionale pugliese.”

Bene, sig. Presidente, risparmiando ogni considerazione, in Puglia la SRC è stata data alla luce solo il 23 febbraio 2016 con la delibera 143 da Lei approvata. Non si sono utilizzati a pieno ben quattro anni, un periodo molto lungo capace di fiaccare entusiasmi e di far evaporare ogni obiettivo.

Conseguenze strettamente ascrivibili alla mancanza di una chiara governance del sistema:

Mancato monitoraggio, con relative relazioni annuali, chiaramente inclusi tra i compiti istituzionali delle SRC, sul funzionamento dei comitati per il buon uso del sangue;

A ciò può essere ascritto, in buona parte, l’aumento del consumo di sangue intero, il consumo di Emocomponenti, e di Albumina in particolare, fuori scala e fuori controllo;

Mancanza di una programmazione regionale adeguata, e non ci riferiamo solo alla programmazione delle raccolte e di quelle estive in particolare. Vedi vicende di questi ultimi giorni che si ripetono oramai da tre anni a questa parte. Noi ascriviamo, tra l’altro, alla mancanza di una efficace programmazione, gestita dalla SRC e spalmata sui Dipartimenti, la riduzione progressiva della raccolta di plasma;

Mancato funzionamento, in alcune ASL, dell’organizzazione dipartimentale introdotta con la legge 24/2006;

Mancanza di informatizzazione omogenea tra i servizi trasfusionali, che in attesa di confluire nel sistema Edotto, è fondamentale per un percorso di verifica, sicurezza e trasparente controllo.

L’equivoco per noi volutamente non risolto perché avrebbe previsto delle inevitabili scelte, tra CRAT/SRC, si è inscritto in un altro percorso fondamentale che ha attraversato il mondo trasfusionale.

Ci riferiamo all’adeguamento del sistema ai requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi.

Il sistema di accreditamento è stato gestito in Regione, anche se l’unico referente presso il Centro Nazionale sangue era, ed è, il Direttore del CRAT/SRC.

Al 31 dicembre 2014, termine ultimo per l’accreditamento, nessuna struttura pugliese era accreditata. Al giugno 2015, termine prorogato, praticamente tutte le strutture superarono con esito positivo il percorso di verifica.

Ancora una volta le Associazioni/Federazioni avevano svolto opera di stimolo, sollecitazione ed allarme culminato con l’audizione in Commissione Regionale Sanità in ottobre 2014 e con lo svolgimento, in novembre, di un’Assemblea Regionale monotematica Avis con la partecipazione dei vertici delle altre Associazioni /Federazioni.

Quello che a noi preoccupava, e preoccupa, è la colpevole leggerezza con la quale si ignora, da parte di molti operatori tecnici del settore ed anche, a volte, purtroppo, di chi è preposto alle verifiche ed ai controlli, che il sangue è ormai a tutti gli effetti un farmaco sottoposto alla filiera di controlli che fa capo all’Aifa (agenzia italiana del farmaco).

Quando si parla di formazione del personale, ai sensi dell’Accordo Stato Regioni del 25 luglio 2012, quando si parla di obbligatorietà degli audit interni, non sono orpelli burocratici ma precisi obblighi. La SRC, non adeguatamente costituita ed operante, non ha potuto incidere nel momento dovuto sull’implementazione, innanzitutto culturale, di questo percorso/processo.

Al riguardo, sinceramente, non abbiamo mai compreso a pieno quali fossero i reali motivi che abbiano portato ad una strenua difesa di uno status quo che stava mostrando tutti i suoi limiti tanto, ad esempio, da necessitare una autosospensione dello stesso CRAT, sottoscritta anche dal Coordinatore, in data 7 aprile 2014 per: “Assoluto silenzio del decisore politico nei confronti di un documento redatto dai componenti del CRAT.” Comunque Le ricordiamo che il CRAT era nato con funzione consultiva mentre la SRC è una struttura tecnico-organizzativa della Regione/Provincia autonoma.

Veniamo all’incidente Bat.

Nel caso di specie è quanto meno ipotizzabile che non sia stata condotta una corretta sorveglianza epidemiologica sui donatori tale da determinare possibili incidenti gravi sui riceventi. Se è vero che siamo ovviamente tutti felici che nessun paziente ha subito trasfusioni a rischio, se è corretto che aspettiamo che le indagini facciano il loro corso con eventuali individuazioni di responsabilità è altrettanto vero che il fatto è accaduto e in un sistema accreditato non può e non deve accadere e, soprattutto si deve immediatamente operare affinché non possa più verificarsi una situazione analoga.

A tutt’oggi i cittadini/donatori di quel territorio hanno finora ricevuto rassicurazioni solo da un servizio televisivo dell’emittente locale Tele Sveva in cui, a fronte di vere o presunte interviste dei massimi dirigenti regionali, si affermava che i donatori possono essere tranquilli in quanto il sistema di qualità in Puglia è sicuro.

Peraltro al Presidente provinciale Avis che aveva inoltrato al Direttore Generale ASL Bat, a mezzo Pec, richiesta di rassicurazione ufficiale in merito alla piena efficienza del sistema di qualità a garanzia di tutti i cittadini donatori, a tutt’oggi non è stata fornita alcuna risposta.

Non le pare francamente inconsueto e difficilmente accettabile?

L’accaduto ha rappresentato comunque proprio una falla del sistema di qualità.

Possono, in tutta onestà, Il Coordinatore SRC, il Capo Dipartimento della Regione, l’Assessore garantire che tutto il percorso di qualità, ancorchè ritenuto bastevole per la certificazione di accreditamento, sia realmente operante? Sinceramente crediamo che questa garanzia non possa essere fornita allo stato attuale con certezza su tutto il territorio regionale.

Non sarebbe opportuno, se non doveroso, procedere a nuove visite di verifica in tutte le Asl della Puglia? Il legislatore le prevede in un termine massimo di due anni. Non prevede termini minimi.

A noi Associazioni vengono quotidianamente riferite difformità nel sistema di qualità in molte strutture, sì di lieve entità, ma che denotano che il passaggio culturale verso il sangue- farmaco non è avvenuta a pieno.

Qui ritorna la mancanza di una forte governance espressa da una SRC perfettamente costituita ed efficiente cui sarebbe toccato il compito di prendere decisamente il pallino delle operazioni.

Nel frattempo altri importanti accadimenti sono addivenuti:

La Puglia ha aderito al RIP (raggruppamento inter-regionale plasma);

La Puglia ha sottoscritto in conferenza Stato Regioni l’impegno a realizzare un incremento della raccolta di Plasma del 40% nei prossimi 5 anni. (Sinceramente appare utopia, senza una SRC pienamente operante, sottoscrivere un aumento del 40% in 5 anni mentre registriamo una diminuzione di circa il 25% negli ultimi 2 anni)

Vede sig. Presidente, dalla lettura attenta della delibera 143/2016 si evince che rispetto alla delibera istitutiva del CRAT nulla è cambiato tranne la composizione che viene adeguata al disposto dell’Accordo Stato-Regioni del 13 ottobre 2011.

Nell’ulteriore sottolineatura che la SRC è una struttura tecnico-amministrativa, non amministrativo-tecnica, Ci permetta alcune considerazioni:

Come potrà operare in forma concreta ed affrontare in maniera efficace le problematiche quotidiane una struttura con 17 componenti?

Come potrà operare efficacemente e svolgere tutte le attività di tipo tecnico-scientifico con riunioni bimestrali? Anche il CRAT (deliberato sovrapponibile) avrebbe dovuto riunirsi ogni 2 mesi. Chieda riscontro della frequenza delle riunioni e delle infinite sollecitazioni da noi operate.

Come potrà una struttura così concepita e strutturata dare luogo alla stipula delle nuove convenzioni di cui all’accordo Stato-Regioni del 16 aprile 2016? Tale percorso dovrà essere completato entro il 31 marzo 2017. Qualora i termini non dovessero essere rispettati interverrebbero i poteri sostitutivi.

Al riguardo segnaliamo che così come costituito ed organizzato il CRAT non ha effettuato una adeguata produzione scientifico-epidemiologica che è invece attività precipua della SRC.

La Regione ha fatto una scelta, da noi condivisa, quella cioè di una SRC ad iso-risorse. Perché tale scelta si contemperi con la piena efficacia ed efficienza della SRC, avevamo ed abbiamo delle semplici proposte operative che finora non ci è stato dato modo di esprimere.

Quando il sistema è fuori controllo gli eventi possono precipitare.

Da Repubblica 7 luglio 2016 “Saremo costretti a prendere sangue anche all’estero”

Questa è la cronaca di una debacle ampiamente annunciata.

Il 15 febbraio i nostri Presidenti nazionali, convocati dalla Sua segreteria particolare, vennero in Puglia per discutere di soluzioni praticabili per affrontare e risolvere insieme eventuali possibili criticità del sistema. Non ebbero il piacere di interloquire con Lei e ci trovammo di fonte al fatto compiuto rappresentato dalla delibera 143 approvata senza alcun confronto con le Associazioni/Federazioni.

Tutti i nostri solleciti, documentabili, ad incontri e confronto sono caduti nel vuoto.

Crediamo sia giunta l’ora della assunzione delle responsabilità ad ogni livello.

Sentire che potremmo ritirare sangue dall’estero quando i nostri donatori sono fermi offende profondamente il nostro ruolo, ridicolizza la parola “Programmazione” e pone il quesito: La vogliamo o non la vogliamo una SRC che sia tale ed agisca come tale?

Possiamo raccogliere tutto il sangue che vogliamo. I donatori sono pronti, le strutture trasfusionali ci sono. Manca un efficace ed adeguato coordinamento

Questi i motivi per cui, all’ordine perentorio, contenuto nella delibera 143, di indicare i nostri rappresentanti entro il termine di 5 giorni, non abbiamo dato seguito.

Non ci sentiamo di avvallare un percorso amministrativo-gestionale che mostrerà inevitabilmente altre falle perché carente di quella propulsione operativa voluta dal legislatore. Porta, appunto, ad una debacle annunciata.

Riteniamo che, fermo restando la delibera 143/2016, ci vuole un serio confronto in merito al suo reale funzionamento.

Il sistema non può più attendere.

In conclusione, ci rivolgiamo al Presidente, all’Assessore, al cittadino Emiliano

Ritiene che quanto rappresentato non sia esatto, oppure che sia minimamente strumentale o fazioso o tendenzioso? Ci dia documentata smentita e noi trarremo subito le dovute conclusioni rassegnando immediatamente le nostre dimissioni.

Ritiene che si possa operare senza il confronto con i rappresentanti dei cittadini donatori?

Oltretutto apparirebbe strano che in una Regione che si accinge a varare una legge sulla partecipazione non si dia ascolto a chi invece partecipa da sempre a norma di legge.

Questa nota viene inviata anche al CNS dal momento che l’Art. 1 dell’Accordo Stato-Regioni del 13 ottobre 2011 esplicita che la SRC opera in sinergia con il CNS e che nella seduta plenaria del Sistema Trasfusionale italiano che si terrà a Roma in novembre sarà all’ODG il monitoraggio delle SRC.

Bari, 16 luglio 2016

PS. Registriamo con grande soddisfazione l’incontro/confronto avvenuto il 12 luglio con l’Assessore al Welfare Salvatore Negro. Crediamo che si sia intrapresa la strada giusta.

 f.to. AVIS Ruggiero Fiore

 f.to FIDAS Mimina Sergi

 f.to FRATRES Antonio Spano

                                                                                                                                                                                                                                                                 Coordinatore p.t CIVIS Puglia Antonio Spano